Il demone della rabbia e l’angelo riconciliatore

 

gustav-klimt

Ieri ero in strada e sul retrobus di un autobus vedo l’immagine di una donna che sbraita, a dir poco inferocita.
Lo slogan riportava queste parole: “CAMBIA VITA! FAI YOGA!”.
Immediatamente ho avvertito un moto interiore di chiaro dissenso.
Non è facendo yoga che ci si libera dal demone dell’ira.

Certo, fare yoga può aiutare – soprattutto chi ha proprio questa disciplina come talento da sviluppare iscritto nel Sé, cioè nel dharma – , ma resta essenziale reindirizzare quell’energia verso la realizzazione del proprio progetto di vita, qualunque esso sia.
In altre parole: non è dedicandoci ad un’ora di asana 2 volte la settimana che si può rivoluzionare la nostra esistenza, ma rimboccandoci le maniche ogni mattina con la chiarezza e l’intento di realizzare quello che la sera prima ci siamo ripromessi di fare.

Ogni volta che ciò accade il demone si trasforma in angelo, rivelando la sua vera natura.

Padre Amorth non sarebbe d’accordo, ma io non credo al male come lo intende l’essere umano.

Tutto per me è creazione divina e perfetta, incluse le situazioni che ci fanno soffrire:  i nostri errori non sono altro che i nostri insegnanti!

Credo invece alla distorsione di certe correnti energetiche, ma anche e soprattutto alla possibilità della loro riarmonizzazione.

So per esperienza personale che è possibile reinterpretare il passato, riconnettendoci alle parti del nostro Sé disperse nel tempo  e trasformando la nostra personale percezione verso di esso.
E allora due genitori apparentemente “poco azzeccati” e pieni di errori si rivelano di colpo i primi iniziatori del viaggio alla scoperta di sé.

Ognuno ha ciò che crea, sempre e comunque! Perché come ripete spesso Suzanne Powell, la guaritrice irlandese di cui ho tradotto varie conferenze, la risposta dell’Universo al grido supplicante dell’essere umano, è sempre e comunque la stessa: “AI TUOI ORDINI!”.

Cosa distingue gli esseri umani fra loro? I giochi di luce e d’ombra? No, perché luce ed ombra saranno certamente sempre di tutti, finché avremo – questa – vita.

Gli esseri umani si distinguono fra loro dalla capacità di riconoscere i propri errori e porvi rimedio – perché diabolico è solo insistere – e dalla capacità di riflettere vero amore, quell’amore né buonista né sentimentale che concorre impietoso al Supremo Bene di tutti.